Editore : Il Saggiatore Pagine : 246 Prezzo : € 9,00
E opinione
comune che le leggi dell'universo scoperte dalla scienza siano in
conflitto con quelle imperscrutabili di Dio. La contrapposizione tra
fede e scienza rappresenta uno dei dilemmi più laceranti di oggi; un
dramma che conobbe il suo primo, controverso atto con Galileo Galilei.
In questo saggio Antonino Zichichi smentisce tale contrapposizione e la
ribalta. Proprio il grande Galilei, scopritore del principio di
inerzia, della relatività e delle prime leggi che reggono il creato,
era credente e considerava la Scienza uno straordinario strumento per
svelare i segreti di quella natura che porta le impronte di Colui che
ha fatto il mondo. E credenti erano Maxwell e Planck, due padri della
fisica contemporanea, uomini che hanno aperto nuovi orizzonti sulle
leggi dell'universo grazie allo studio di particene infinitamente
piccole; tanto piccole da non poter contenere traccia né di angeli né
di santi, e da non poter quindi avallare, apparentemente, alcuna
spiegazione razionale dell'esistenza del divino. Per Zichichi le
conquiste della scienza non oscurano le leggi divine, ma le rafforzano,
contribuendo a risvegliare lo stupore e l'ammirazione per il
meraviglioso spettacolo del cosmo, che va dal cuore di un protone ai
confini dell'universo.
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