|
EPISTOLA
AD CLERICOS
Recensio prior.
1Attendamus, omnes
clerici, magnum peccatum et ignorantiam, quam quidam habent super sanctissimum
corpus et sanguinem Domini nostri Jesu Christi et sacratissima nomina et verba
eius scripta, quae sanctificant corpus. 2Scimus, quia non potest
esse corpus, nisi prius sanctificetur a verbo. 3Nihil enim habemus
et videmus corporaliter in hoc saeculo de ipso Altissimo, nisi corpus et
sanguinem, nomina et verba, per quae facti sumus et redempti de morte ad vitam. 4Omnes
autem illi qui ministrant tam sanctissima mysteria, considerent intra se,
maxime hi qui illicite ministrant, quam viles sint calices, corporales et
linteamina, ubi sacrificatur corpus et sanguis eiusdem. 5Et a multis
in locis vilibus collocatur et relinquitur, miserabiliter portatur et indigne
sumitur et indiscrete aliis ministratur. 6Nomina etiam et verba eius
scripta aliquando pedibus conculcantur; 7quia animalis homo non percipit ea quae Dei sunt. 8Non
movemur de his omnibus pietate, cum ipse pius Dominus in manibus nostris se
praebeat et eum tractemus et sumamus quotidie per os nostrum? 9An
ignoramus, quia venire debemus in manus eius? 10Igitur de his
omnibus et aliis cito et firmiter emendemus; 11et ubicumque fuerit
sanctissimum corpus Domini nostri Jesu Christi illicite collocatum et relictum,
removeatur de loco illo et in loco pretioso ponatur et consignetur. 12Similiter
nomina et verba Domini scripta, ubicumque inveniantur in locis immundis,
colligantur et in loco honesto debeant collocari. 13Haec omnia usque
in finem universi clerici tenentur super omnia observare. 14Et qui
hoc non fecerint, sciant se debere coram Domino nostro Jesu Christo in die iudicii reddere rationem. 15Hoc scriptum, ut
melius debeat observari, sciant se benedictos a Domino Deo, qui illud fecerint
exemplari.
LETTERA A TUTTI I CHIERICI SULLA RIVERENZA DEL
CORPO DEL SIGNORE.
Prima recensione:
[207/a] 1Facciamo
attenzione, noi tutti chierici, al grande peccato e all'ignoranza che certuni
hanno riguardo al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo e ai
santissimi nomi e alle sue parole scritte che, santificano il corpo.
2Sappiamo che non ci
può essere il corpo se prima non è santificato dalla parola.
3Niente infatti
possediamo e vediamo corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo, se
non il corpo e il sangue, i nomi e le parole medianti le quali siamo stati
creati e redenti "da morte a vita".
[208/a] 4Tutti
coloro, poi, che amministrano così santi misteri,
considerino tra sé, soprattutto chi li amministra illecitamente, quanto siano miserandi i calici, i corporali e le tovaglie sulle quali si
compie il sacrificio del corpo e del sangue di
lui. 5E da molti viene collocato
e lasciato in luoghi indecorosi, viene trasportato senza nessun onore e ricevuto
senza le dovute disposizioni e amministrato agli altri senza discrezione.
[209/a] 6Anche
i nomi e le parole di lui scritte talvolta vengono calpestate, 7poiché
"l'uomo carnale non comprende le cose di Dio".
8Non dovremmo
sentirci mossi a pietà per tutto questo, dal momento che lo stesso pio Signore
si consegna nelle nostre mani e noi l'abbiamo a nostra disposizione e ce ne
comunichiamo ogni giorno? 9Ignoriamo forse che dobbiamo venire nelle sue mani?
10Orsù, di tutte
queste cose e delle altre, subito e con fermezza emendiamoci; 11e
ovunque troveremo il santissimo corpo del Signore nostro Gesù Cristo collocato
e lasciato in modo illecito, sia rimosso di là e posto e custodito in un luogo
prezioso.
12Ugualmente, ovunque
siano trovati i nomi e le parole scritte del Signore in luoghi sconvenienti,
siano raccolte e debbano essere collocate in luogo decoroso.
13Queste cose sono tenuti ad osservarle fino alla fine, più di qualsiasi altra
cosa, tutti i chierici. 14E
quelli che non faranno questo, sappiano che dovranno rendere
"ragione" davanti al Signore nostro Gesù Cristo "nel giorno del
giudizio".
15E coloro che
faranno ricopiare questo scritto, perché esso sia meglio osservato, sappiano
che saranno benedetti dal Signore Iddio.
|