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Giovedì - 20
dicembre 2007
Is 7,10-14; Sal 23; Lc 1,26-38
Ecco, viene il Signore, re della
gloria
Purezza
I nostri cuori, Signore, non sono
puri! Si dibattono fra ombra e luce. Tentennano tra la caverna e il sole. Altalenano
tra fedeltà e peccato. Brancolano e vagabondano tra ceneri e bellezza! Le nostre mani, Signore, non sono innocenti!
Costruiscono. Distruggono. Lavorano in solidarietà. Folleggiano
nell'egoismo. Sono callose per le paci costruite coraggiosamente. Sono insudiciate per i colpi dati. La tua immagine, Signore, e la tua somiglianza in
noi traspaiono a intermittenza come il mattino attraverso la muraglia delle
nubi! Ma ciò che ti importa,
Signore, e ciò che guardi con tenerezza,
non è il desiderio di purezza che
accendiamo nei nostri cuori e l'innocenza
di cui tentiamo, con tenacia, di
rivestire le nostre mani? Marana thà, vieni
Signore Gesù!
Ecco,
concepirai e darai alla luce un figlio.
Dal
vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)
26 Nel sesto mese,
l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata
Nazaret, 27 a
una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe.
La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto,
o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase
turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L'angelo le
disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32
Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono
di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e
il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco
uomo». 35 Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te,
su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà
dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta,
tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto
mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a
Dio ». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.
Medita
(d. Paolo Curtaz)
E due. Due volte in quindici
giorni che ascoltiamo questa parola, anzi no: domenica prossima l'ascolteremo
di nuovo. È davvero così importante questa pagina così scarna, che ha
scatenato la fantasia e l'estro di generazioni di pittori? Sì, certo,
assolutamente. Perché in quella minuscola casa di quel minuscolo paese
addossato ad un declivio roccioso, da cui la gente aveva ricavato nelle grotte
naturali delle abitazioni fresche ed asciutte, avviene l'assurdo di Dio.
Protagonisti una quindicenne illetterata di un paese sottomesso a schiavitù, ai
confini del mondo. Niente satellite, né diretta televisiva, né network
spettacolari, nella minuscola Nazareth che diventa ombelico del mondo, centro
assoluto della storia. Poiché Dio, stanco di essere incompreso, decide di
venire a raccontarsi, poiché la lunga storia di amicizia e affetto col popolo
di Israele non è stata sufficiente per spiegarsi, Dio sceglie di farsi uomo,
parole, lacrime, sorriso, tono di voce, sudore e necessita di un corpo,
abbisogna di una madre. Non la moglie dell'imperatore, o il premio Nobel per la
medicina, non una donna manager dinamica dei nostri giorni, macché, Dio sceglie
la piccola adolescente Maryam e a lei chiede di diventare la porta d'ingresso
per Dio nel mondo, tutto lì.
Cosa direste se domattina vi
arrivasse una figlia o una nipote adolescente dicendo: Dio mi ha chiesto di
aiutarlo a salvare il mondo? Appunto. Invece Maria ci sta, ci crede e tutti noi
non sappiamo se ridere o scuotere la testa davanti a tanta splendida
incoscienza... O chiave di Davide, che apri le porte del regno dei cieli: vieni,
e libera chi giace nelle tenebre del male.
Prega
Si allietino i cieli ed esulti la terra, si rallegrino i monti nella
gioia. Perché verrà il Signore, nostro Dio, e avrà misericordia dei suoi poveri. O
cieli, stillate rugiada e le nubi piovano il Giusto, si apra la terra e germogli il Salvatore. Vieni a liberarci, Signore, Dio dell'universo,
mostraci il tuo volto e noi saremo salvi. Vieni,
Signore, a visitarci nella pace e
saremo lieti davanti a te di gioia perfetta. Dispiega la tua potenza, o Signore, e donaci la salvezza. Vieni,
Signore, non tardare, perdona i
peccati del tuo popolo. Vieni e
mostraci il tuo volto, Signore, che
siedi nell'alto dei cieli. Marana
thà, vieni Signore Gesù!
Fate quello che vi dirà
Per vivere da discepolo di Gesù... La Chiesa mi insegna che "la
menzogna è l'offesa più diretta alla verità" (ccc n°2483). Ora, è necessario
che mi sforzi di non dire menzogne con tanta leggerezza. Se mi dovesse
capitare, ho il dovere di riparare. Maria, rendimi trasparente come te!
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