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Venerdì - 21 dicembre
2007 - S. Pietro Canisio (mf)
Ct 2,8-14 opp. So f 3,14-18a; Sal 32; Lc 1,39-45
Cantiamo al
Signore un canto nuovo
Visita
Ieri e oggi i profeti dell'Altissimo sono umili figli della terra che, in
molteplici e umani modi, cantano ai loro fratelli della terra la
misericordiosa bontà di
Colui-che-è-nei-cieli! La benedizione di Dio è sparsa sul mondo
attraverso il bene copiosamente moltiplicato dai suoi figli della terra. La gioia di Dio, e il suo amore eterno, sono deposti nel mondo dai cuori benevoli e
dalle mani buone dei suoi figli sulla terra. Come
non esultare davanti a Dio che, per mezzo dei suoi figli, ogni giorno, visita la terra? Marana thà, vieni Signore Gesù!
A
che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Dal
vangelo secondo Luca (Lc 1,39-45)
39 In quei
giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una
città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò
Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il
bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42
ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del
tuo grembo! 43 A
che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena
la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di
gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto
nell'adempimento delle parole del Signore».
Medita
(don Paolo Curtaz)
Continua il conto alla rovescia
prima del Natale: Maria ha saputo dall'angelo dell'inattesa gravidanza di sua
cugina Elisabetta ed invece di rinchiudersi in se stessa e meditare, eccola in
viaggio verso il Nord per andarla a trovare, un viaggio faticoso che compie
"in fretta", là dove c'è un bisogno c'è la madre, come vedremo al
matrimonio di Cana.
Quali pensieri animano il cuore
di quest'adolescente? Quante paure e dubbi affollano i suoi pensieri?
"Avrò sognato? Cosa è davvero successo?" Finalmente l'incontro tra le
due donne, una giovanissima, l'altra attempata, prima di potersi parlare i due
bambini già si riconoscono, il Battista scalcia, come se già volesse indicare,
mostrare, adempiere alla sua vocazione, lo Spirito Santo ora le avvolge e la
gioia esplode: si fanno i complimenti, poi cantano, poi danzano... allora è
tutto vero, allora davvero il Dio dei padri non si è dimenticato di noi!
Davvero le profezie mille volte ascoltate nella sinagoga, il giorno di sabato,
non erano vecchie illusioni, fatue speranze, davvero il Dio dei padri è colui
che vede la sofferenza ed interviene! Elisabetta scuote la testa, da persona
riflessiva e matura qual è, e chiede alla piccola Maryam: come hai fatto a
crederci? Come sei riuscita a credere che l'immenso avrebbe abitato il tuo
acerbo corpo per diventare uomo?
E la vecchia cugina formula il
più bel saluto, il complimento più autentico che mai si potrà fare alla madre
del Signore: "beata te che ha creduto!"; sì, Maria, beata te che hai
creduto, che ti sei fidata, che ti sei lasciata fare, beata la tua incoscienza
che crede nel Dio dell'impossibile, beata la tua disponibilità a lasciarti
sconvolgere la vita, a metterti in secondo piano, beata la tua generosità che
accetta di pensare al popolo prima che a se, beata la tua fede che ci suscita
un po' d'invidia in ogni discepolo dopo di te e tanto, tanto entusiasmo.
Prega
O Astro che sorgi, splendore
di luce eterna e sole di giustizia: vieni, e illumina chi giace nelle tenebre e
nell'ombra di morte. Come Maria desideriamo vedere Gesù, il nostro Salvatore, che ci rivela il vero volto del Padre e
dell'uomo e meditare continuamente come la Vergine Nazaret i grandi avvenimenti della storia della
salvezza in modo nuovo e attuale. Signore, che ognuno di noi sia sempre aperto
all'azione dello Spirito per portare al mondo la novità dell'amore. Marana
thà, vieni Signore Gesù!
Fate quello che vi dirà
Per vivere da discepolo di Gesù...Se la tristezza e la
malinconia prenderanno il sopravvento sulla fiducia e l'abbandono in Dio,
allora, appena potrò, mi recherò in chiesa per ritrovare, ai piedi di Gesù, la
gioia di essere figlio di Dio. Maria, Madre della letizia, insegnami a
nascondere il dolore per essere trasparente di gioia.
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