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Lunedì - 24
dicembre 2007
2Sam 7,1-5.8b-11.16;
Sal 88; Lc 1,67-79
Il Signore è fedele per sempre
Questa sera la nostra
attesa giunge al termine.
Così come promessa dell’Antico Testamento è stata
esaudita,
la nostra
attesa fiduciosa è ricompensata: è Natale!
Lasciamo spazio alla gioia, alla festa, alla pace! Questa
sera sulla terra è Natale!
Pellegrini
L'essere umano è proteso verso Dio e il suo desiderio è di andare verso di lui e stabilirsi vicino a lui, faccia a faccia, e annodare con lui legami
di amore e di fedeltà indissolubili. L'essere umano è in pellegrinaggio verso Dio! Dio è proteso verso l'umanità e il
suo desiderio è di andare verso di
essa, e stabilirsi in essa, prenderla fra le sue braccia e annodare con
essa legami di amore indissolubili. Dio
è in pellegrinaggio verso l'umanità! Nella
notte di Natale il pellegrinaggio di Dio e il pellegrinaggio dell'umanità, nel
bambino sulla paglia di Betlemme, trovano la loro conclusione! Dio è legato all'umanità. L'Uno è con l'altro, l'uno è nell'Atro in un'alleanza suggellata
per sempre! Marana thà, vieni
Signore Gesù!
Verrà
a visitarci dall’alto un sole che sorge
Dal
vangelo secondo Luca (Lc 1,67-79)
67 Zaccaria, suo
padre, fu pieno di Spirito Santo, e profetò dicendo:
68 « Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo,
69 e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide,
suo servo,
70 come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:
71 salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
72 Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza,
73 del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, 74 di
concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, 75
in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i
nostri giorni.
76 E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo
perché andrai innanzi al Signore
a preparargli le strade,
77 per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella
remissione dei suoi peccati,
78 grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a
visitarci dall'alto un sole che sorge
79 per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte
e dirigere i nostri passi sulla via della pace».
Medita
(d. Paolo Curtaz)
Zaccaria stringe tra le mani il
suo bambino, frutto dell'intervento straordinario di Dio, un bambino
particolare, il più grande dei profeti, spinto da sua moglie Elisabetta, il
giorno della circoncisione a piegarsi alla volontà salvifica di Dio, finalmente
interrompe il suo silenzio forzato, il suo ritiro spirituale durato nove mesi.
E parla. Le sue parole sono benedizione e lode, sono stupore e meraviglia
dinnanzi alla volontà salvifica e prodigiosa di Dio. Il grande silenzio di
Zaccaria ha impreziosito la sua voce, ha spalancato la sua mente, ora vede, ora
capisce, ora legge nelle pieghe della storia, una storia alternativa che si sta
svolgendo lì, proprio sotto i suoi occhi...
È quasi Natale, amici. Festa
ambigua il Natale, forse un po' rovinata dal mare di melassa - un po'
interessato - che gli si è versato addosso. Fa tenerezza vedere tutti questi
spot infarciti di famiglie sorridenti, di nonni sereni, di splendidi tavoli
addobbati e imbanditi. Fa tristezza sapere - e un prete lo sa - di quanta
malinconia susciti il Natale nelle persone sole, negli anziani che non
riceveranno nessun regalo, nelle famiglie separate. Fa tristezza vedere quante
persone la notte di Natale andranno a dormire presto e presto si sveglieranno,
cercando di non pensare a ciò che la loro vita avrebbe potuto diventare. Non vi
scoraggiate, amici. Come Zaccaria alla fine della sua lunga e tribolata vita,
anche voi aspettate di vedere una salvezza, innalzate lo sguardo al grande
progetto di Dio, al grande sogno, che forse non ha visto realizzare e fiorire
la vostra vita, ma che - certamente - la vostra vita può attraversare...
Prega
Dio di tenerezza e di pace,
noi ti lodiamo. In Gesù hai compiuto la tua promessa: tu ci doni la pace. E ci fai sperare di
realizzarla oggi. Mantienici fedeli alla tua Parola, tu che sei Padre, Figlio e Spirito Santo. O
Astro che sorgi, splendore di luce eterna e sole di giustizia: vieni, e illumina chi giace nelle tenebre e
nell'ombra di morte. Marana thà, vieni Signore Gesù!
Fate quello che vi dirà
Per vivere da discepolo di Gesù... “In Cristo i battezzati
sono «luce del mondo»” (CCC n°1243). Dunque, in quanto battezzato, sono la luce
e, perciò Gesù mi esorta: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini,
perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei
cieli” (Mt 5,16).
Bambino: pulizia del cuore e dei
sentimenti
Capire il Natale significa
scoprire il tesoro nascosto, per cui vale la pena vendere tutto; significa
cogliere la perla preziosa e splendente che,
da sola,
accende di senso tutta la vita e ne fa un'esistenza
serena e appagata.
Vogliamo ritornare a questo Dio che si fa piccolo e indifeso,
perché non vuole metterci paura; ci vogliamo lasciare perdonare da lui,
perché ci accoglie così come siamo; ci vogliamo convertire al suo amore.
Il messaggio più autentico del presepe è questo:
«Se non cambiate vita e non
diventate come bambini, non entrerete
nel regno di Dio»
Allora
usciremo
dai sepolcri dorati e gelidi in cui ci tengono prigionieri
gli idoli
delle nostre mani: il denaro, il piacere, il potere; e non saremo più schiavi
della paura, della
rabbia, dell'angoscia; e non ricorderemo questo Natale
per le luci e i regali, ma perché sperimentiamo gioia piena e
perfetta letizia.
Allora
rinasceremo a vita nuova e sarà Natale ogni giorno, perché:
“O è
Natale tutti i giorni o non è Natale mai”
Che il
Signore ci dia pace e faccia di ognuno di noi uno strumento della sua pace.
Marana thà,
vieni Signore Gesù!
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