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Un giovane e ambizioso cavaliere era noto
per la vita dissoluta e sfrenata.
Un buon frate cercò di farlo
riflettere sui rischi che avrebbe corso presentandosi con l’anima così
carica di peccati all’ultimo giudizio del Signore.
“Non ho nessuna paura” rispose sprezzante
il cavaliere.
“So che il Signore è buono e misericordioso. Poco prima
di morire pronuncerò tre prole che mi garantiranno la salvezza eterna.
Dirò: Gesù, pietà, perdonami”.
Il frate scosse la testa e il cavaliere, ridendo, riprese la sua vita depravata.
Un giorno, durante un terribile temporale, cavalcava a spron
battuto sulle rive di un fiume gonfio d’acqua. Non voleva mancare ad
una festa. Un fulmine spaventò il cavallo che lo disarcionò e lo fece
piombare nella violenta corrente del fiume.
Le ultime tre parole del cavaliere, prima di morire, furono: “Crepa bestiaccia infame!”.
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