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... è una delle prime frasi di quello che è considerato come uno dei primi scritti in lingua italiana.
Un brano semplice ed umile, ma che illuminò la cristianità in un momento buio.
In questo momento altrettanto oscuro, in cui tutti i nostri valori
vengono svenduti per meno di trenta danari e in tutti i modi si vuole
tappare la bocca di “Pietro” che ci richiama sulla giusta via...
In un
momento in cui, ad alta voce, si pretende il rispetto per chi crede in
un altro Dio, ma si bolla come bigotto chi segue l’insegnamento del
Cristo...
In un momento in cui si pretende di conoscere Dio leggendolo
in un libro piuttosto che sedendosi a tavola con Lui ...
In un momento
in cui trattiamo i suoi comandamenti come lo scaffale di un
supermercato in cui prendere ciò che ci piace e lasciar lì ciò che ci è
scomodo...
In un momento in cui noi, che stiamo sempre fra le 4 mura di
una chiesa, preferiamo gonfiarci e metterci in mostra piuttosto che
scendere da cavallo, come Francesco 800 anni fa’, e far nostro quel
comandamento nuovo che Gesù ci ha lasciato: “Amatevi gli uni gli altri
come io ho amato voi”...
In questo momento in cui gli altri non ci
riconoscono da come ci amiamo, ma piuttosto da come sparliamo e
giudichiamo...
In questo momento abbiamo pensato di riprendere la
pubblicazione di un giornalino non per arrogarci la forza di quel
“laudato sii” di 8 secoli fa’, ma semplicemente per scambiarci opinioni
e tornare a parlare di quel Dio che non ha mai smesso di amarci e che
ogni giorno ci chiede di fare la nostra parte .
Matteo
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