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Giovedì - 6
dicembre 2007 - S. Nicola (mf)
Is 26,1-6; Sal 117; Mt 7,21.24-27
Benedetto
il Signore che viene
Abito normale
Il tuo vangelo, Signore,
canta dolcemente nel segreto dei cuori e traspare discretamente in fraternità
quotidiane. Il tuo vangelo, Signore, non è mai un'arringa e il tuo discepolo non pretende mai di essere il puro, inviato nel tuo nome a
ripulire le immondizie del mondo! Il tuo discepolo, Signore, è rivestito dell'umile abito normale. Non
gioca né a essere il migliore né a essere il santo né a
essere il divino chiamato! In ascolto della tua parola e nella gioia silenziosa della tua
fiducia, al posto suo e con i
suoi fratelli, con le sue labbra e le sue mani gemina l'amore ricevuto da te in sovrabbondanza! Marana thà, vieni
Signore Gesù!
Chi
fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli.
Dal
vangelo secondo Matteo (Mt 7,21.24-27)
Non chiunque mi
dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà
del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie
parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua
casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi,
soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché
era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e
non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa
sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono
i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu
grande».
Medita
(d. Paolo Curtaz)
Su cosa si fonda la nostra vita?
Su cosa è costruita la nostra casa? Non diamo risposte superficiali, d'istinto,
no, pensiamoci bene. Forse la mia vita si regge sul migliore dei mondi
possibili, forse faccio questo lavoro, ho sposato questa donna perché così è
successo, forse ho fondato la mia vita su di un sogno: una professione, dei
figli, una persona da amare; forse, quando ora devo decidere, seguo l'istinto,
mi faccio consigliare, faccio ciò che gli altri si aspettano da me. Tutto bene,
tutto vero: questo è davvero il tempo della confusione, dei troppi maestri,
della ridondanza dei consigli, dell'eccesso di informazione. Gesù ci ammonisce:
costruisci la tua casa sulla roccia della mia parola, sulla parola accolta e
vissuta, seguita e concretizzata. Non solo ascoltata ma accolta: quante volte
le parole del Maestro Gesù appena appena solleticano la devozione, scalfiscono
il sentimento, senza poi diventare concretezza, scelta, atteggiamento di vita
controcorrente? Attenti al più subdolo dei pericoli del nostro tempo: la
schizofrenia della fede, ascolto la
Parola alla domenica a Messa, poi, uscito fuori, la vita è
un'altra cosa. Belle le Beatitudini, belle per un santo, per un monaco di
clausura, ma nel mio ufficio... altro che "beati i miti!", bella la
figura di Gesù, ma nel mio condominio altro che "beati i poveri in
spirito!". Il rischio di annacquare il Vangelo fino ad annegarlo
nell'oceano del buon senso è reale e diffuso e dobbiamo essere costantemente
orientati alla volontà del Padre. Volontà di Dio che è volontà di padre che
ama, non di nevrotico ed imprevedibile egoista: quante volte sento dire
"sia fatta la volontà di Dio!" come se si dicesse: "chissà che
tragedia sta per accadermi"! No, per favore, la volontà di Dio nella mia
vita è, sempre e solo, volontà di bene.
Prega
Che si compia in me - dunque -
questa volontà di chi (solo) conosce veramente quale sia il mio bene!
La tua parola sia lampada ai miei passi e luce sul mio cammino, Signore, sia il faro che orienta le mie
scelte, oggi, incontro alla tua volontà di bene, perché la casa della mia vita
sia costruita sulla roccia sicura. Marana thà, vieni Signore Gesù!
Fate quello che vi dirà
Per vivere da discepolo di Gesù... Spesso sono avido di
consolazioni umane: busso a destra, busso a sinistra e poi? Quale creatura può
dare alla mia anima pace e consolazione? Ti prometto, Gesù, che non cercherò
tali consolazioni, ma che verrò soltanto a te!
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