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Venerdì - 7
dicembre 2007 - S. Ambrogio (m)
Is 29,17-24; Sal 26; Mt 9,27-31
Il
Signore è la mia speranza
Avvento
Si realizzerà, Signore, l'umanità
della fraternità, senza
interminabili file di attesa alla
ricerca di dignità e di diritti, senza
fanatismi e senza odi esacerbati dalle religioni e dai nazionalismi? Si
realizzerà, Signore, la Chiesa di umiltà, libera dal denaro e dal
potere, preoccupata soltanto di
risvegliare la speranza, di alleggerire i fardelli e di
sostenere il cammino umano verso l'accogliente casa aperta del Padre di ogni tenerezza? Aspettiamo,
Signore, preghiamo, lavoriamo con tutto il nostro cuore e con tutta la nostra intelligenza. Ma vieni presto, Signore, a incoraggiare la nostra attesa operosa: abbiamo
paura che lo smarrimento ci travolga!
! Marana thà, vieni Signore Gesù!
Gesù
guarisce due ciechi che credono in lui.
Dal vangelo
secondo Matteo (Mt 9,27-31)
Mentre Gesù si
allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando: «Figlio di Davide, abbi
pietà di noi». Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e
Gesù disse loro: «Credete voi che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o
Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Sia fatto a voi
secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi
Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi,
appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione.
Medita
(d. Paolo Curtaz)
Nella pagina di oggi, il Maestro
Gesù vincola la guarigione dei ciechi alla loro fede, come a dire: ciò che voi
chiedete si verificherà solo se la vostra fede sarà cristallina e forte...
Riflettiamo sul miracolo, allora. Quante volte chiediamo a Dio un intervento,
una guarigione, un aiuto in un momento difficile di un rapporto affettivo,
quante volte chi chiede ha una fede fragile, un po' - diciamo - opportunista,
che si rivolge a Dio solo nel momento del bisogno... Cos'è, allora, il
miracolo? Un intervento di Dio per sanare una situazione errata che - in fondo
in fondo - è causa sua? Un corrompere benevolmente un Dio onnipotente distratto
e insensibile? Perché, dunque, assistiamo a così pochi miracoli? Perché troppe
volte la nostra preghiera non viene esaudita? Il Dio a cui ci rivolgiamo è un
Dio compassionevole, che sa ciò di cui abbiamo bisogno: non ci stiamo
rivolgendo a un despota da corrompere, ma ad un Padre che, a un figlio che gli
chiede del pane, non gli dà certo una serpe! Se Dio non ci esaudisce è forse
perché ciò che noi reputiamo essere nostro assoluto bisogno, non è la
principale cosa di cui veramente necessitiamo. La seconda chiave di
interpretazione ce la offre Gesù in persona: forse Dio non ci esaudisce perché
la nostra fede è fragile e demotivata, il miracolo non avviene perché la mia
fede è piccola, non quella di Dio. Il miracolo, insomma, nel Vangelo riveste
un'importanza relativa, funzionale: è un segno che ci svela la presenza del
Regno, un cartello indicatore indirizzato verso un'altra dimensione. Il rischio
- già presente nel Vangelo - è invece fermarsi al miracolo: l'importante è che
io sia esaudito, poi chi mi esaudisce non importa... Attenti a non essere più
ciechi dei ciechi del Vangelo di oggi, a spalancare lo sguardo per vedere i
tanti miracoli con cui Dio riempie le nostre giornate, la bellezza, la
generosità, la libertà che riempie il nostro cuore. Il più grande dei miracoli
è - davvero - accorgersi del Dio che viene.
Prega
Guarisci la nostra
incredulità, Signore, guarisci la nostra poca fede, la nostra bramosia di
vederci esauditi senza metterci in gioco, la nostra superficialità che non vede
un Padre che ci ama, ma un potente da convincere. Marana thà, vieni Signore Gesù!
Fate quello che vi dirà
Per vivere da discepolo di Gesù...Quanti uomini camminano
per le strade in cui gli occhi dell'anima sono incapaci di riconoscere la
presenza di Cristo. Pregherò per loro. I loro occhi si possano aprire!
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