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Convento "Santa Maria degli Angeli" San Bartolomeo in Galdo (BN)
 
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sabato 8 dicembre 2007 PDF Stampa E-mail
domenica 02 dicembre 2007

Sabato - 8 dicembre 2007

IMMACOLATA CONCEZIONE B.V. MARIA (s)

Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38
Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore

Maria

Chi conosce Maria, il tuo silenzio prima la tua risposta all’inviato misterioso?

Chi conosce, Maria, il lavoro dello Spirito per modellare in te il frutto che sta per venire?

Chi conosce, Maria la tua gioia quando il  neonato è posato sul  tuo seno?

Chi conosce, Maria la tua perplessità di fronte al bambino che cresce per dileguarsi nella casa del Padre?

Chi conosce, Maria, il dubbio e la paura quando vengono contro di Lui  le prime canzonature?

Chi conosce, Maria, la tua fede risplendente quando il frutto del tuo ventre e inchiodato alla croce?

Chi conosce, Maria, la danza del tuo amore quando l'alba sorge sulla tomba vuota e tu lo vedi, il tuo bambino, trafitto ma vivente! Maria da casa nostra conduci noi verso il Signore!

Marana thà, vieni Signore Gesù!

 

Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te.

Dal vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)

  Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
   Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

Medita

(d. Paolo Curtaz)

Vigilare: l’esempio di Maria di Nazareth

  Il Vangelo di oggi  è  una buona occasione per riflettere sull'esempio di Maria, prima tra i credenti. Ci sono dei personaggi chiave all'interno del nostro cammino di fede e - tra questi - Maria è il modello di ogni cristiano. Ma mi rendo conto che Maria può diventare quasi un'ostacolo per chi si sta avvicinando alla fede; la devozione popolare ha talmente arricchito l'immagine della Madre, da renderla distante, eccessiva: cos'ha a che vedere con le mie fragilità, i miei problemi questa donna fuori dall'ordinario? Bisogna, allora, trovare il coraggio di tornare al Vangelo, di ripercorrere l'esperienza di Maria così come ci viene proposta dai Vangeli, andare all'origine e alla causa dell'amore nei confronti di questa acerba adolescente di Nazareth. Maria emerge dai racconti di Luca e degli altri evangelisti come una ragazza di grande equilibrio, con un'esperienza di vita che assomiglia alla nostra. Dicevamo, domenica scorsa, della necessità di svegliarci, del grosso rischio che corriamo di vivere un po' "addormentati", fuori dalla vera vita; tutti indaffarati a trovare degli spazi per riposarci, dimenticando l'essenziale. Anche Maria, giovane credente, si ritrova nel tran-tran famigliare: lavoro (che per l'epoca era casalingo), amicizie, tempo libero... Ed è in questo contesto che avviene l'inaudito: a Maria viene chiesto di diventare la porta d'ingresso di Dio nel mondo. Facile, no? E se fosse successo a noi, se Dio ci avesse detto: "Senti, ho bisogno di una mano per salvare il mondo", cosa avremmo risposto?. Maria tentenna, fatica: come è possibile tutto questo? Ma l'angelo le ricorda che non bisogna mettere ostacoli a Dio: lui sa quello che fa! E Maria crede. Si resta attoniti, increduli, stupiti dalla semplicità di questa risposta: "eccomi". Quante conseguenze avrà questa disponibilità! Che razza di radicale cambiamento porterà questo "sì " a Maria!

  Problemi con la sua situazione famigliare, con un fidanzato che si vede Dio come concorrente in amore... Problemi con questo bambino che dovrà essere continuamente guardato come un Mistero... Problemi con questo Rabbì tutto preso nell'annuncio che si dimenticherà della propria famiglia per aprirsi ad una famiglia più ampia... Sofferenza nel vedere un figlio innocente condannato a morte... Maria si fida, crede nel Dio dell'impossibile. Sua cugina Elisabetta, da lì a qualche settimana, le dirà: "Ma come hai fatto, Maria, a credere a una cosa del genere?" Sì: se leggiamo il Vangelo senza pregiudizi, con cuore puro, restiamo allibiti: come hai fatto, Maria, a credere?

  Sì, capiamo perché la Chiesa ha sempre additato la madre come la prima tra i credenti, la prima cristiana, la discepola per definizione, capiamo perché questa piccola adolescente, di cui sappiamo poco, è diventata il gigante della fede: per la sua audacia, la sua savia incoscienza, Maria ha dato al mondo il Salvatore. Ecco un modo concreto di svegliarsi: fidarsi di Dio, mettersi a sua disposizione, accogliere il suo progetto (anche se folle)...Siamo disposti a fidarci di Dio? Oppure, ancora una volta, detteremo a Dio le nostre condizioni, gli spiegheremo cosa deve fare per esistere? Siamo seri! Siamo realisti! Maria è la donna concreta, che sa quanto Dio può abitare una vita. Mi viene da ripetere una delle citazioni più belle di Albert Camus: "Siate realisti. Chiedete l'impossibile.".

  La dimensione del profondo dentro di noi è l'unica che può colmare il nostro cuore; dare spazio a Dio, è l'unica cosa che veramente ci può far acquistare uno sguardo di realismo sulle cose. Due, quindi, sono gli atteggiamenti che la festa di oggi ci suggerisce: il primo è quello di acquistare consapevolezza del fatto che il Signore si manifesta nella quotidianità, non nella occasioni strepitose, particolari, eccezionali. Dio si manifesta nel vivere settimanale, nelle vicende piccole e grandi di tutti i giorni.

  E il secondo aspetto è quello della fede, della risposta che possiamo dare a questa chiamata. Pensateci un po': e se Maria avesse detto "Ho preso troppo sole, vedo gli angeli..." o se si fosse confrontata con un amico che gli avesse suggerito una buona visita neurologica? O se, più semplicemente avesse detto: "Forse, Signore, ti sei sbagliato: non ho tempo, non sono capace, non me la sento"? Non sono queste le nostre reazioni? I muri che innalziamo davanti alla proposta di grazia del Signore? E' lui che prende l'iniziativa, lui che vuole salvarci, lui che ci viene incontro, lui che fa grazia. Non chiudiamo il nostro cuore! Che Maria, prima tra i discepoli, ci insegni ancora una volta a fidarci del Dio dell'impossibile...

Prega

   O Maria, contempliamo con gioia lo splendore della tua grazia e la grandezza della tua fede. Il tuo "si" ci ha donato Gesù, "Dio con noi" e nostro salvatore. Grazie, Vergine Immacolata. Aiutami, ti prego, Madre di Dio, a ripetere ogni giorno al Signore il "si" della fede e dell'amore. Amen. Marana thà, vieni Signore Gesù!

 

Fate quello che vi dirà

Per vivere da discepolo di Gesù... Voglio unirmi al saluto dell'angelo, riconoscendo la grandezza e bellezza di Maria: pregherò il santo Rosario con i misteri gloriosi intercalando le decine con la seguente giaculatoria: "Maria, rendi il mio cuore simile al tuo!"

 

Per la lettura spirituale

Dai «Discorsi» di sant'Anselmo, vescovo (Disc. 52; PL 158, 955-956)

  Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell'uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall'oppressione e avevano perso vivezza per l'abuso di coloro che s'erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellire dall'uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore non solo invisibilmente le regge dall'alto, ma anche, presente visibilmente tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti frutto benedetto del grembo benedetto di Maria benedetta. 

  Per la pienezza della tua grazia anche le creature che erano negl'inferi si rallegrano nella gioia di essere liberate, e quelle che sono sulla terra gioiscono di essere rinnovate. Invero per il medesimo glorioso figlio della tua gloriosa verginità, esultano, liberati dalla loro prigionia, tutti i giusti che sono morti prima della sua morte vivificatrice, e gli angeli si rallegrano perché è rifatta nuova la loro città diroccata. 
  O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura.

  A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l'unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio, che aveva creato ogni cosa, si fece lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria.  Dio dunque è il padre delle cose create, Maria la madre delle cose ricreate. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito colui senza del quale niente è bene. Davvero con te è il signore che volle che tutte le creature, e lui stesso insieme, dovessero tanto a te. 

 
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